La comunicazione sociale non approvata dalla società.

Anche la comunicazione sociale da scandalo. Il manifesto che vedete sopra verrà affisso davanti alle scuole, nei luoghi pubblici e sui muri delle città toscane. Non sono mancate le proteste dei soliti politici omofobi che tuttavia si spacciano per liberali. La Regione Toscana è stata accusata di strumentalizzazione del neonato per tentare di affermare <<un modello alternativo di società dove regna l’indeterminatezza sessuale>>.

Che succede quando la comunicazione sociale ha delle finalità non condivise dalla società?

A mio avviso, infatti, lo scandalo nasce dal fatto che in Italia l’omofobia non è considerata un problema o, addirittura, è vista come legittima. Nel nostro paese, quando si afferma che l’omosessualità è una condizione in cui ci si trova, e non una scelta, si incontrano ancora degli oppositori.

Con questo post voglio scagionare l’ideatore del manifesto, a mio avviso molto efficace e tutt’altro che immorale. Il pubblicitario, di cui sconosco il nome, l’aveva realizzato per la fondazione Emergence che opera in Canada, dove sono certo non ci saranno state le stesse proteste.

Il target canadese è diverso? Si, sicuramente, ma neanche molto. Credo che i cittadini italiani non si sarebbero scossi poi così tanto di fronte a quel manifesto. L’omofobia italiana viene da certi politici che hanno bisogno di qualche vessillo ultracattolico da innalzare ogni tanto…tra un cocainaparty e l’altro.

A dire che viene strumentalizzata l’immagine del neonato sono quei conservatori che vorrebbero sempre tenere lontani i bambini dalla realtà dell’omosessualità: i bambini non devono vedere due uomini scambiarsi affetto, i bambini non devono sapere che esistono i gay fino a quando non imparano certe parolacce, e così via.

Così un’adolescente che si scopre omosessuale si sente sbagliato, inaccettato e inaccettabile da sè stesso e dagli altri, tanto da preferire di togliersi la vita. La cronaca ha parlato del 16enne Matteo lo scorso inverno, ma innumerevoli sono i casi di cui non si ha notizia, quando le famiglie in lutto preferiscono nascondere la verità.

Allora ben vengano iniziative di comunicazione sociale come quella della Toscana, ne condivido appieno i fini e ne apprezzo molto i mezzi.

Dovrebbe essere il Governo nazionale a promuovere campagne contro l’omofobia, contro il bullismo, contro l’imposizione dell’eteronormatività nelle scuole, nelle famiglie, nei circoli sportivi e in tutti gli ambienti dove i bambini crescono.

2 Risposte a “La comunicazione sociale non approvata dalla società.”


  1. 1 Joe Novembre 24, 2007 alle 9:43 am

    Ciao Paolo,
    intanto i miei complimenti per la pubblicità sociale da te concepita per la “Conferenza Internazionale di P.Progresso”. Leggo dalla sezione “In questo blog” chequi si parla di “sopra le righe” per finalità, tecniche e mezzi impiegati. Un blog progressista, osservatorio di iniziative portatrici di progresso sociale ecc”. Sarà che sei un progressista il motivo per il quale hanno scelto il tuo lavoro?!
    Vabbe, ovviamente scherzo. Sono finito sul tuo (nuovo?) blog da quello del Ferpi dove ogni tanto, per passione ecuriosità, partecipo e commento. Nonostante ieri io fossi a Milano, non sono riuscito a raggiungervi in quel di P.Progresso. Peccato. Fammi sapere come è andata.
    About your post
    Devo dire, da quasi forse comunicatore quale sono (è uno degli appellativi che spaccio di solito, ma non so mai definirmi!), che il tuo post su tale messaggio pubblicitario, di natura sociale, è uno dei più brillanti che io abbia letto in questi ultimi giorni.
    Dei vari reportage webbisti che ho fatto, a sconcertarmi, sono stati soprattutto quelli che io definisco “improbabili critici”. Persone che, sovente, si occupano di comunicazione ma che non sanno neanche cosa sia un messaggio sociale o una campagna sociale, tanto da apostrofare quella della Regione Toscana come pubblicità “forte” o “scioccante” (queste persone vogliono paragonare tale messaggio a quelli di altra metodologia e finalità noti come “Fear arousing appeal”, che te certamente conoscerai come “pugni allo stomaco” o appelli basati sul susciatere una sensazione di paura nell’individuo). Ma qui dovremmo risalire alle origini e spiegare a queste persone la distinzione fra un “Fear appeal” e un invito alla comprensione, alla conoscenza dell’altro, come quello lanciato dalla Regione Toscana. Forse, è pur vero, che tale tipologia di comunicazione potrebbe classificarsi come “Advocacy”, ovvero, quella che si imbatte in un messaggio dalle finalità non condivise da una larga parte della società. E’ qui è veramente il problema: in Italia esistono ancora, purtroppo, molte persone che credono nella teoria naturale dei due sessi e proporre un messaggio del genere significa proporre “un modello alternativo di società dove regna l’indeterminatezza sessuale”. E qui è veramente il problema, non rimanere soli e d affrontare il problema. La mia lode alla Regione Toscana. Non è poi così starno che un messaggio del genere sia venuto da una Regione “tradizionalmente” progressista (progresso, intendiamoci, Pasoliniano!), e rispettosa di tematiche difficile e delicate, come, purtroppo, quelli della discriminzazione sull’orientamenti di genere. Ho scritto troppo lo so. A presto!

  2. 2 paolopappalardo Dicembre 18, 2007 alle 11:26 am

    Ciao Joe,
    grazie per il commento.

    Scusa se non è stato pubblicato prima, ma l’antispam l’aveva bloccato e non me ne sono accorto fino ad oggi.

    Da quando hai scritto il tuo commento ad oggi ho un pò modificato le finalità del mio blog. Per parlare di comunicazione tout-court scrivo già su http://uniferpi.wordpress.com . Non mi andava di fare dei post doppione.

    Questo blog, dunque, non è tanto lo spazio del Paolo comunicatore, ma del Paolo studente di comunicazione….uno come tanti, uno come troppi!!!


Lascia un commento

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.




Creative Commons License
I contenuti di questo blog sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.

COMUNICAZIONE SOCIALE

CHIEDIAMO A PUBBLICITA' PROGRESSO

UNA CAMPAGNA CONTRO L'OMOFOBIA

clicca quì e passaparola!

IO SONO ISCRITTO A

Se studi Scienze della Comunicazione, Relazioni Pubbliche o corsi simili puoi iscriverti anche tu. Avrai un sacco di vantaggi. Contattami per qualsiasi info.

Contatti

a

 

Ottobre: 2007
L M M G V S D
    Nov »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031