Tanti auguri a me che compio un quarto di secolo.

Vi avverto, questo post è stato scritto in un insano stato psicofisico. I postumi della sbornia di ieri sera si fanno sentire, e mi trovo in una condizione che sta tra l’insoddisfazione per il presente, la nostalgia del passato, e i colossali dubbi sul futuro.

Le frasi già sentite sul tempo che passa in fretta sono decine. Tra tutte, la mia preferita è “se i giovani sapessero e se gli anziani potessero”.

Mancano poche ore al mio compleanno, il 28 luglio, domani. Correva l’anno 1983, quando, sotto il segno del leone, nel caldo ospedale Santo Bambino di Catania (non c’erano ancora i condizionatori), veniva al mondo Paolo Antonio Pappalardo.

Mamma mia come la sto facendo epocale!! Ci manca la musica del gladiatore (o di Euronics se volete) di sottofondo!

Sono già passati 25 anni. Caspita! Potrei fare una lunghissima rassegna dei “sembra ieri quando…”: sembra ieri quando andavo a scuola, sembra ieri quando giravo col cinquantino senza casco, sembra ieri la gita del quinto superiore, sembra ieri… E intanto ieri sera mi trovavo a parlare con un diciottenne che mi dava del lei. Ma dddai! Ci resto male! :-(

Poi, c’è il discorso della vicinanza ai trenta: avere venticinque anni non è come averne 24 perchè si è più vicini ai 30 che ai 20. Ecco perchè ci tengo a scrivere un ultimo post da 24enne. Come se volessi lasciare una traccia, un’ultima traccia nel web, del mio 24esimo anno di vita.

Insomma, se non si fosse già capito: sono nostalgico, avverto che il tempo passa troppo in fretta, ho già qualche rimpianto e molte cose che avrei voluto fare non posso più farle perchè nuove responsabilità incombono. Posso dire che mi sento vecchio?? Lo so, è un’eresia. Tranquilli mi passerà. Spero.

Magari tra qualche anno riscontrerete in me i sintomi della sindrome di peter pan: mi faccio un orecchino, mi vesto da discotecaro con l’elastico delle mutande in vista, vado a lavoro in bermuda e infradito.

O forse, tra qualche anno, rileggerò questo post patetico e mi ricorderò di quella frase: “se i giovani sapessero e se gli anziani potessero”. A quel punto sarò illuminato: mi accorgerò di essere abbastanza giovane da potere e abbastanza anziano da sapere, e mi godrò la vita al 100%. Si, è questo che succederà. L’ottimismo è il profumo della vita …e nel frattempo la musica del gladiatore (nonchè di euronics) continua a suonare!

Iniziamo da subito questa nuova fase, andiamo a festeggiare i 25 anni con anticipo, andiamo proprio a caccia di questo compleanno come se fosse un evento attesissimo: non vedo l’ora di compiere questi 25 anni. Party all’Hotel Paradiso dell’Etna, come ogni domenica, l’appuntamento più figo della mondanità catanese. Io, Alice e Gabry che mi deve restituire la macchina (visto che ieri sera non ero in grado di guidare). E a mezzanotte si brinda come se fosse capodanno. Non so se fare anche il count-down e poi un bel trenino verso la piscina. :-D

4 Risposte a “Tanti auguri a me che compio un quarto di secolo.”


  1. 1 terronista Luglio 28, 2008 alle 8:30 am

    Ma auguri allora. Benvenuto nel club di quelli che vanno verso i 30 :-P

  2. 2 Gabri Luglio 28, 2008 alle 10:15 am

    TESORO Tantissimi Auguri di Buon Compleanno…Tivibi…ma nn pensare di cavartela stasera…ovviamente dopo il concerto….!!! )ò

  3. 3 Emanuele Luglio 31, 2008 alle 10:35 am

    Auguri di buon compleanno, anche se in ritardo.

    A presto,

    Emanuele


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