Questa estate girava in rete questo viral video che ha destato l’attenzione dei principali blogger che si occupano di pubblicità e marketing non-conv. Io, seppure non ne abbia parlato sul blog, ne sono venuto a conoscenza abbastanza presto grazie all’azione di un seeder su soqquadro.org, un forum studentesco della mia facoltà.
Fu chiaro sin dall’inizio che si trattava di un teaser e che il 6 settembre sarebbe successo qualcosa che aveva a che fare col calcio.
Il blog dell’iniziativa (36lasfida.wordpress.com) svelava qualche indizio di tanto in tanto. In poche settimane diversi altri blog postavano il video e gli utenti commentavano formulando le più disparate ipotesi. Poi da un indizio, una mappa pubblicata sul blog ufficiale, il mio amico Terronista arriva a capire che in qualche modo c’entra la città di Catania. Niente più trapela. Tutti i curiosi attendono il 6 settembre trepidanti. L’azione del teaser, da questo punto di vista, è stata senz’altro efficace.
Io nel frattempo, da pessimo reporter, avendo già bucato lo scoop, continuo a non scrivere nulla convinto che ciò che sarebbe successo il 6 settembre sarebbe stato così eclatante (vista l’enfasi del teaser) da giungermi all’orecchio senza troppo indagare.
Dopo un mese dall’attesissima data, annunciata dal video quasi come i profeti hanno annunciato l’apocalisse, l’eco non mi è ancora arrivata. Che è successo il 6 settembre? Vado sul blog ufficiale e non trovo nulla: l’ultimo aggiornamento risale a luglio. Cerco su Google e non trovo nulla. Allora ritorno sul blog ufficiale, convinto di non aver controllato bene. E’ impossibile che lì non ci sia nulla. Poi mi rassegno e vado a leggermi i commenti al post di spotanatomy in cui se ne parlava. Ecco. Ci siamo. Un link. Tenetevi forte. Siiii, svelato l’arcano: “Trofeo Maria SS. degli Ammalati” di Misterbianco.
L’entusiasmo per la scoperta passa abbastanza presto. Forse nemmeno arriva. Ma cavolo!!! Io mi aspettavo qualcosa di epocale, e invece? Un torneo di calcetto che dura 36 ore è la soluzione all’enigma!! E che nome conservatore che ha questo torneo!!
Il sito dell’evento è palesemente home made, e questo mi fa capire che la comunicazione non è stata curata da un’agenzia bensì da uno staff di marketers amatoriali curiosi di sperimentare le tecniche unconventional. Niente male come primo esperimento.
Tuttavia, se mi è permesso dare un giudizio più critico – e visto che questo è il mio blog mi è permesso farlo
– direi che il teaser ha fatto parlare di sè nei posti meno utili, cioè su blog non catanesi frequentati perlopiù da non calciatori/calciofili. Inoltre non è stato abbastanza “notiziabile”: non ne hanno parlato gli old media e la curiosità non è mai andata in mainstream. E poi devo dire che con tutta quell’enfasi si sono gonfiate un pò troppo le aspettative e, personalmente, sono rimasto molto deluso dalla soluzione. Ma il problema non è tanto la delusione: ciò che conta è creare la curiosità e conseguentemente la conoscenza del prodotto (in questo caso: 36 ore di torneo a Misterbianco il 6 settembre), che nella migliore delle ipotesi porterà all’acquisto di prova (iscrizione o presenza come pubblico). Ma poichè si trattava di un evento durato 3 giorni, e di cui sto venendo a conoscenza un mese dopo, direi che è un pò tardi per iscrivermi o per andare a fare il tifo. Quindi gli sforzi per destare curiosità non servono a nulla se poi non si svela il mistero qualche giorno prima dell’evento, in modo che qualcuno possa andarci. Anche perchè, pensandoci bene, nessuno degli iscritti al torneo ha partecipato alle discussioni in rete, e nessuno degli spettatori era lì perchè aveva letto qualcosa su un blog. La promozione veramente efficace è avvenuta offline.
Io avrei subito fatto presa sui catanesi dicendo, già nel video, che il 6 settembre sarebbe successo qualcosa proprio a Catania. Così avrei creato un buzz più localizzato e interessato: quando c’è di mezzo la propria città la gente drizza le orecchie e si consulta con gli amici (cioè fa il passaparola). Come secondo indizio avrei parlato del calcio, per alimentare l’interesse dei calciofili senza far scemare quello dei catanesi non calciofili. E naturalmente, verso il 10 di agosto, mi sarei avvicinato molto alla soluzione per permettere a qualcuno di trovarla…e di parlarne sotto l’ombrellone!
E il “follow up” – chiamiamolo così – della comunicazione dell’evento? Ne vogliamo parlare? Cioè: chi non si trovava lì il 6 settembre doveva rimanere curioso per tutta la vita? Si progetta una campagna virale e non si danno più info dopo l’evento? Avrebbero potuto/dovuto almeno aggiornare il loro blog. Specialmente se si prevede di organizzare una seconda edizione dell’evento, un’azione di relazioni pubbliche è necessaria per dare la giusta immagine e rilevanza a quello che si è appena concluso.
Alla fine, comunque, sono molto contento che a Catania qualcosa si muova nell’ambito del non-conv. Praticamente col mio video per la 500, adesso ci sono due viral video made in Catania. E’ un inizio. Spero che gli autori di questa campagna prendano utili spunti dal mio post per progettare la prossima. Ehi chiamatemi se dovessi esservi utile!!



Non so perché, ma quando scoprii che si trattava di un evento da svolgersi a Catania, pensai subito ad un torneo di calcetto
(forse perché partecipai in passato a gare del genere…)
Oltre quello che hai scritto tu, che condivido a pieno, mi sfugge una cosa.
L’intento era quello di promuovere (in maniera non convenzionale) l’iniziativa per attirare gente che sarebbe andata a vedere le partite o possibili squadre da far iscrivere al torneo?
Nel primo caso, non avrebbe funzionato nemmeno la normale promozione convenzionale: per quale motivo io e i miei amici saremmo dovuti andare a Misterbianco a vedere questo torneo? C’era qualche promozione particolare per gli spettatori? Qualche ospite di prestigio che prendeva parte alle gare? Scendeva in campo qualche talento sudamericano prossimo acquisto del Catania? Non mi risulta essere il primo torneo di lunga durata.
Nel secondo caso, se si cercavano nuove squadre da iscrivere al torneo, che senso aveva, visto che si trattava di un evento locale, fare promozione nel resto d’Italia?
Mi piacerebbe conoscere dagli organizzatori della campagna, i risultati finali. Quante squadre son venute a conoscenza del torneo grazie alla campagna promozionale non convenzionale? Quanti spettatori? Come mai non è stato più aggiornato il blog?!
p.s. dimenticavo di aggiungere che l’iniziativa comunque, anche se soggetta a critiche dal sottoscritto, è da apprezzare. Come hai scritto tu, almeno qualcosa si muove anche nella nostra città
Salve a tutti,
mi permetto di dare (ove possibile) risposte ai vostri interrogativi, dato la partecipazione in prima persona.
Come detto più volte la “campagna” viral nasce come esperimento volto, non tanto a reclutare nuove squadre sul territorio nazionale (ne avevamo già abbastanza locali), ma bensì testare le nostre capacità e mezzi (forse obsoleti, visto che non abbiamo macchinari o mezzi che permettono una realizzazione degna di nota) sul web, e misurarne il passaggio da una parte all’altra della rete.
Inoltre, al video è stato, invece associato una campagna di Street Marketing per le strade del paese…(se avete visto le foto, ve ne sarete accorti), dove le zone adibite a parcheggio (le tipiche strisce “blu” o “bianche” che siano) sono stati trasformati in dei mini campi da calcetto con su impresso il claim della manifestazione.
Non ricordo se c’è altro…a cui rispondere…e sono troppo vile per scorrere la rotellina del mouse per salire su e rileggere i punti chiave. Quindi per altri dubbi o dibattiti…aspetto risposta…
Ciao e grazie per i commenti-critica…sappiamo benissimo di non aver fatto il lavoro dell’anno…e sappiamo benissimo che le critiche servono a rinforzarci. Ma vi assicuro che ci stiamo lavorando su…e se provate a seguirci…sul nostro blog..ve ne accorgerete.
A presto,
Emanuele
Ah ok. Evidentemente non avevo capito le finalità sperimentali della campagna. Ero convinto che si trattasse di promozione dell’evento.
Mi è piaciuta molto l’azione di street marketing. Pensavo fosse solo un indizio per la blogosfera, invece era soprattutto uno strumento per catturare l’attenzione offline. In questi casi come si misura il feedback? Che risultati ha prodotto quest’azione?
P.S. Ti prego, non scrivere che ti secchi a scrollare un post con due soli commenti! Posso pure capire che ti annoia, ma non lo scrivere. E’ mortificante!
Saranno 2 commenti…ma Terronista ha scritto un papello
No guarda, la nostra clientela (le squadre) è molto fidelizzata…è già la seconda edizione del trofeo…e i ragazzi aspettano solo che si dia inizio alle iscrizioni per catapultarsi. Quindi non possiamo distinguere se l’azione ha avuto un minimo di successo o meno…tra i clienti o gli spettatori.
Guarda Paolo…è stato un’esperimento sia per l’on-line…che per l’off-line…e soprattutto anche per farci conoscere. Forse uno dovrebbe presentarsi con un biglietto da visita da urlo…ma non ci è sembrato il caso. Abbiamo fatto tutto noi…come hai detto tu home made, per capire fino a che punto possiamo arrivare. Naturalmente per fare un passo interessante abbiamo bisogno degli strumenti adatti…ma questo si vedrà.
Oltretutto credo sia importante dar vita in Sicilia a questa nuova forma di comunicazione, che da Napoli in giù…è totalmente sconosciuta ai più.
Noi abbiamo provato a far espandere il virus, portando Mirko Pallera in facoltà di Economia, sperando che il suo intervento potesse raccogliere qualche adepto in più…!! Qualcuno…si è convertito…la maggior parte ancora no..perchè purtroppo molti prendono i seminari/dibattiti/etc…come momento per farsi vedere attivi e presenti dal prof. ma senza alcun interesse. Già superato il ciglio della porta..hanno già rimosso. COn tutto ciò che Mirko è riuscito a tenere un’aula attenta per 4/5 ore con i metodi più disparati.
Ma cmq, la nostra battaglia continueremo a giocarla…
A presto, buona notte.
Emanuele
Sai, il fatto che non siano molti i seguaci del marketing non-conv lo prenderei come un vantaggio. Significa che avrai meno concorrenti quando sarai tra i pochi professionisti in zona.
Io faccio parte del direttivo nazionale di Uniferpi, un’associazione studentesca finalizzata ad avvicinare gli studenti al mondo della professione comunicazione. Per molto tempo mi sono chiesto come mai i miei colleghi non siano corsi ad iscriversi, ma oggi ho smesso di farlo. Credo che sia normale che le persone veramente motivate e interessate siano poche. Ed è giusto che siano principalmente loro a cogliere certe opportunità, piuttosto che quanti si iscrivono all’università per parcheggiarsi un paio d’anni. Ecco perchè sono favorevole alle iscrizioni a numero chiuso, in particolare per Scienze della Comunicazione.
P.S. Il bigliettino da visita da urlo non può e non deve essere il trofeo Maria SS. degli Ammalati. Non ci trovo un grande viral DNA. Spero inizierete presto una nuova avventura con un partner più adatto.
Ma gli organizzatori siamo noi stessi…quindi abbiamo colto l’occasione per cimentarci in qualcosa. Ancora non siamo un’agenzia (spero ancora per poco…qualcosa in cantiere si muove). Siamo dei semplici appassionati…che seguiamo ciò che accade attorno a noi.
Ma già stiamo lavorando a qualcosa…per presentarci al pubblico che conta ;D
A presto,
Emanuele
ciao pierpaolo…sn lory ho 20 anni e io e il mio ragazzo abbiamo lavorato x il gruppo rad(blue juice)di mestre (venezia)…se vuoi ho TANTEEEE COSE DA RACCONTARTI!!!! se vuoi e hai msn salvami su l.o.r.y88@hotmail.it o mandami una mail…ciao ciao!!! t aspetto!!!